Il Centro per la Concorrenza Fiscale studia l’impatto di una forte concorrenza fiscale e la tutela della privacy in materia finanziaria sulla libertà e proprietà individuali.

Filosofia

Le azioni governative, finanziate attraverso le tasse, deviano le risorse da un loro uso più produttivo, ovvero quell'uso preferito dai diretti interessati. Le tasse dovrebbero, dunque, essere ridotte al minimo. Il solo fatto di riscuotere tasse può anche costare un'importante parte dei fondi raccolti, un costo che è una perdita netta per la società. Questo costo dovrebbe essere almeno minimizzato, creando sistemi fiscali più efficienti.

Questo bisogno di efficienza non dovrebbe tuttavia essere frainteso come una totale identificazione con gli obiettivi del governo e portare così ad una massimizzazione delle entrate governative quale fine ultimo. Infatti, ogni balzello fiscale implica che del denaro non sarà più speso dal suo legittimo proprietario e perciò usato secondo le sue preferenze volontariamente espresse. Al contrario, verrà usato per scopi che possono benissimo essere voluti esclusivamente da funzionari statali ma da nessuno dei contribuenti tenuti a pagare per loro. Il fine, dunque, non dovrebbe essere quello di cercare l'optimum della curva di Laffer e massimizzare le entrate statali, ma, piuttosto, quello di minimizzare l'imposizione fiscale dei contribuenti.